Generazione di fenomeni – Guido Viale

Dall’Ilva al Tap, dal Tav al Mose chi ci rimette è sempre l’ambiente. Lo sviluppo sostenibile calato dall’alto è pericoloso. Per tutelare la salute bisogna ascoltare le comunità locali.

Sviluppo (sostenibile) non è la stessa cosa che conversione (ecologica): il primo termine racchiude in se l’esigenza inderogabile della crescita, magari inseguendo un decoupling (dissociazione tra aumento del Pil, cioè “accumulazione del capitale” per dirla con Marx, e consumo di risorse a ambiente) che non trova alcun riscontro empirico. L’obiettivo non è mettere in discussione i cardini del nostro “stile di vita”, per dirla con Ursula Von der Leyen; quello che già Bush padre dichiarava “non negoziabile”. La conversione ecologica ne richiede ivece un mutamento radicale. Ma anche la costruzione, su nuove basi, di un’economia della convivenza. Sviluppo allude alla conferma, alla continuità; conversione alla rottura, al conflitto.

Sono in molti ad opporsi ad un cambio di rotta, chi per interesse, chi per ignoranza della gravità della crisi, chi per non vedere alternative possibili (per anni si è ripetuto che “non c’è alternativa”), chi per disperazione. Sono queste le macerie da rimuovere.

[Guido Viale – estratto dall’articolo: Per rimuovere le macerie serve una riconversione ecologica]

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