Contratto Sociale e Contratto Naturale

Interessante incontro il 06 Febbraio 2020 nella sede dell’Università Popolare di Como all’interno del ciclo “In pace con la Terra”, primo dei tre previsti dal progetto Como Futuribile a cura di Claudio Fontana. Le successive conferenze del progetto si terranno giovedì 13 e giovedì 20 Febbraio in Via Cavallotti 7 dalle 15:30 alle 17:00

Lo spunto della lezione è il libro “Il contratto naturale” di Michel Serres, filosofo francese del ventesimo secolo, che amplia il concetto di contratto sociale, secondo il quale si dovrebbero garantire la pace e i diritti a ogni persona, per estenderlo a tutte le specie viventi e alla natura nel suo insieme.

Purtroppo, nel contesto odierno persino il contratto sociale incontra delle difficoltà, quindi parlare di contratto naturale, soprattutto per le generazioni cresciute durante il boom economico, risulta complicato. L’uomo moderno infatti non riesce a mantenere la pace e combatte sia contro gli altri uomini che contro la natura, costringendo sé stesso in uno stato di guerra totale.

Non si può dire che il distacco dalla natura sia avvenuto all’improvviso; attraverso la scienza infatti l’uomo ha sempre cercato di creare un proprio regno, per aumentare le proprie possibilità di sopravvivenza. La scienza è quindi nata con una concezione ampiamente positiva, ma a causa dello sviluppo esplosivo avvenuto  nell’ultimo secolo la separazione tra uomo e natura ha a sua volta subito una rapida accelerazione; addirittura l’uomo è arrivato a danneggiare la natura stessa attraverso l’uso eccessivo delle risorse, attuando una vera e propria rapina.

La scienza, quindi, ha svolto un ruolo positivo grazie al progresso che ha portato a un miglioramento generale dello stile di vita, ma anche negativo, in quanto lo sviluppo scientifico è stato spesso legato agli interessi consumistici.

Quando danneggia gli ecosistemi l’uomo non si rende conto di far parte di essi, e quindi non si accorge di danneggiare sé stesso. Bisogna quindi trasmettere nel pensiero collettivo l’esigenza di recuperare un rapporto di simbiosi con la natura perché, come ha ricordato il relatore, non rispettare la natura equivale a segare il ramo sul quale si è seduti;  allo stesso tempo, prendersi cura della natura significa aiutare le singole persone e le comunità in cui vivono. Prendendo come esempio un orto, se questo viene abbandonato a se stesso le piante saranno spoglie e incolte, mentre con la cura da parte dell’uomo può dare frutti e contribuire al benessere generale.

Un problema della società attuale è che per cercare di rimediare ai danni creati da noi stessi si è diffusa un’opinione di “dovere” fare qualcosa. Il messaggio diffuso è che si “deve” risparmiare sui consumi, che si “deve” fare attenzione, e in tal modo si trasmette un’immagine aggressiva che fa sembrare la cura della natura qualcosa di ancora più estraneo e pericoloso.

 Bisogna invece cambiare il modo stesso di vedere le cose, in modo che l’ecologia non sia più un dovere ma un “desiderio”. È necessario far comprendere che, tramite la cura della natura, anche l’uomo avrà non indifferenti benefici a livello di qualità della vita, cioè una condizione assolutamente desiderabile. In questo modo si crea un approccio positivo al problema, e ci si avvia verso un ricongiungimento tra umanità e ambiente.

Quello che bisognerebbe capire, in sintesi, è che non si tratta di una lotta per il predominio nel mondo, ma che è possibile la coesistenza. Per questa coesistenza è però necessario rispettare il contratto naturale, ossia garantire libertà e la pace non solo a tutto il genere umano, ma ad ogni creatura vivente, ottenibile solo grazie alla comprensione che un rapporto simbiotico con la natura è il modo per avere uno stile di vita molto più desiderabile di quello odierno.

Vedi le video interviste di Claudio Fontana

Nei prossimi incontri si approfondiranno i concetti di ecologia e responsabilità nei confronti della natura e i modi migliori che abbiamo per aiutarla e aiutarci.

L’ingresso è aperto a tutti.

[C.N. – M.P.]

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