Perché non siamo disposti a nessuna misura per salvare la terra su cui camminiamo? Perché l’aria avvelenata che respiriamo, i terre-maremoti che ci flagellano, le malattie e le cure che ci stremano, non suscitano in noi un allarme sufficiente a rivoluzionare la nostra vita? Perché corriamo petulanti verso qualsiasi cambiamento, tranne quello già in atto, il vero tsunami dei cieli? Perché siamo ansiosi di cambiare qualsiasi cosa, tranne la nostra vita avvelenata e tremante?
Che cos’ha che non va la paura della distruzione di massa? Non ci riguarda abbastanza? È troppo vasta? Troppo collettiva? Troppo complessa?
[Estratto dall’articolo “La pandemia che fa più paura di una Pangea” – Il Manifesto del 6/2/2020
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