Dopo la sospensione causata dalla pandemia, Como futuribile riprende il suo percorso, con le modifiche rese necessarie dalla situazione d’emergenza. Staremo insieme fino ad aprile 2021

Quando Como futuribile ha preso il via, non avevamo certo in programma di incontrare nel nostro percorso una pandemia devastante, anche se non ci sfuggiva il legame – emerso poi in modo inequivocabile – tra crisi climatica, crisi ambientale e crisi sanitaria. Il lock down ci ha colto nel pieno dell’attività e ci ha costretto a sospendere un gran numero di iniziative. Gli enti finanziatori (ministero e regione) ce l’hanno imposto formalmente – e giustamente! – e siamo entrati, come tutti, in un tempo sospeso. Ora che quel tempo sembrerebbe terminato, abbiamo avuto comunicazione di una proroga fino al prossimo aprile, con la possibilità di modificare il progetto per adeguarlo al nuovo scenario “post – Covid”.
Lasciamo alle nostre spalle un periodo drammatico ma abbiamo davanti un futuro ancora incerto. Non solo perché l’emergenza sanitaria è ancora presente, ma soprattutto perché dopo tanta retorica sul “nulla sarà più come prima”, emergono ancora le vecchie ricette: il mito del p.i.l., le grandi opere, l’ecobusiness, la privatizzazione dei beni comuni, le disuguaglianze sociali ed economiche. Anche le misure che vanno nella direzione giusta, come il green new deal e gli ingenti stanziamenti di fondi europei, vengono spesso interpretati, a livello nazionale e locale, all’insegna del continuismo, senza mettere in discussione il modello di sviluppo dominante e le politiche liberiste.

Serve quindi un “di più” di riflessioni ed elaborazioni liberate dal pensiero unico, serve più che mai agire localmente con uno sguardo globale. E’ quello che i proponiamo di fare nei mesi che abbiamo davanti.
Riprendiamo quindi il cammino, con un settembre ricco di proposte che presto metteremo on line. Luglio ed agosto li abbiamo dedicati a quella che i burocrati chiamano “rimodulazione” del progetto, che non è stata semplicemente un cambio data degli eventi, ma una ricerca di soluzioni per rendere fruibili in sicurezza quegli stessi eventi, senza sacrificarne i contenuti e – soprattutto – la capacità di fare comunità. Distanziamento fisico non deve più significare distanziamento sociale. “Le parole sono importanti, le parole hanno un senso”, diceva Nanni Moretti. Parlare di distanziamento sociale ha un senso negativo, che può mettere in discussione i fondamenti stessi della democrazia e del vivere civile. Preferiamo parlare di distanziamento fisico, che lascia aperte tante possibilità di relazionarsi, di coltivare legami seppure a distanza, di diffondere conoscenza con gli strumenti del web e non solo.
Ricominciamo a camminare insieme, continuiamo a camminare domandando ma, per la verità, non siamo stati del tutto fermi neppure nella terribile primavera 2020. In alcune situazioni dove il piacere di camminare in gruppo ci è stato precluso, abbiamo individuato e praticato modalità alternative che ci hanno consentito di portare avanti lo stesso gli obiettivi di progetto: è il caso dei tre eventi “A riveder le stelle” che hanno sostituito le “passeggiate creative” previste inizialmente, con una partecipazione più che lusinghiera considerato il contesto: è il caso della pubblicazione dei video e del libro “A zonzo sul lago di Como”; è il caso della diffusione, attraverso la web tv di Arci, di alcuni eventi realizzati prima del lock down.
Non solo, abbiamo cercato di dare continuità nel tempo alla nostra rete, proponendo a Regione un nuovo progetto, che si collega idealmente a Como futuribile e che abbiamo chiamato “Il futuro è adesso”. Se supererà la selezione, avremo la possibilità traguardare l’intero 2021 con un ricco percorso che per ora preferiamo non svelarvi. State connessi! (M.P.)
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